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Al via il progetto MIsMI: per una sanità di prossimità

Il progetto “MisMi – Modello Integrato di salute per una Montagna Inclusiva” si pone come obiettivo lo sviluppo di un servizio di prossimità socio-sanitario integrato nei territori appartenenti alla plaine di Aosta e all’alta Valle d’Aosta, tramite l’avvio del servizio di “Animatore di comunità” e il servizio di “Infermiere di famiglia” e attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie quali la “Telereabilitazione” e la “Telemedicina”.

Gli obiettivi del progetto sono diversi e tra questi:

  • la diminuzione delle disuguaglianze sociali e sanitarie della popolazione e delle categorie più fragili e a rischio di emarginazione sociale presenti nelle zone di montagna;
  • confrontare i differenti modelli di organizzazione al fine di ricercare soluzioni ottimali per rispondere ai crescenti bisogni sociali;
  • creare le condizioni per lo sviluppo di servizi sociali e sanitari che rispondano ai bisogni specifici della popolazione transfrontaliera;
  • crescere l’efficacia e l’efficienza dei servizi sociali sanitari grazie all’utilizzo di nuove tecnologie;
  • sviluppare nuove modalità di lavoro tra i professionisti sociali e sanitari al fine di integrare gli interventi;
  • favorire la partecipazione attiva dei territori al fine di accrescere l’empowerment e le alleanze nelle comunità territoriali;
  • promuovere e sostenere stili di vita sani e forme di solidarietà sociale strutturata affinché diventi patrimonio delle comunità locali;
  • promuovere lo sviluppo della medicina di iniziativa;
  • promuovere l’integrazione tra ospedale e territorio;
  • assicurare la sostenibilità dell’intervento al termine del periodo di sperimentazione.

Le diverse attività in capo all’Azienda USL e al Piano di Zona si integreranno con i servizi esistenti e operanti a livello sociale e sanitario nel sistema di welfare regionale al fine di potenziare l’impatto sul benessere dei cittadini e al fine di avviare nuove prassi e strategie che verranno mantenute anche a seguito del termine dell’attività progettuale. Tali attività dunque, si integreranno con il Servizio di Sportello sociale, con i servizi sanitari territoriali valorizzando la domiciliarità degli interventi e le risorse territoriali.

“La capacità di reazione dell’azienda USL passa anche da queste iniziative – dichiara l’Assessore Luigi Bertschy – queste nuove progettazioni sono occasioni significative di crescita e di sviluppo di modelli innovativi. Esse sono un ottimo segnale di preparazione dei dirigenti delle strutture per la costruzione di un modello sanitario di montagna che si pone l’obiettivo di affrontare e risolvere le criticità legate alle prestazioni dei servizi sanitari per giovani e anziani di prossimità creando le condizioni per arrestare lo spopolamento della montagna. Questo progetto vuol essere un segnale concreto per creare occasioni di vita in montagna”

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