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Un seminario sulle novità del Manuale Diagnostico a orientamento psicodinamico

Il Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università della Valle d’Aosta organizza, in collaborazione con l’AUSL Valle d’Aosta e l’Ordine degli Psicologi della Valle d’Aosta, un seminario sulle principali novità strutturali e sui rilevanti cambiamenti introdotti dal Manuale Diagnostico a orientamento psicodinamico (PDM-2) che si terrà venerdì 6 luglio 2018 dalle ore 9.30 alle 17.00 nell’aula magna dell’Ateneo di Strada Cappuccini 2A ad Aosta.

Il seminario di studi è proposto in occasione della pubblicazione dell’edizione italiana, nel mese di marzo 2018, del Manuale Diagnostico a orientamento psicodinamico (PDM-2), curato da Vittorio Lingiardi e Nancy McWilliams.

Il nuovo manuale, molto più attento del precedente PDM (2006) sia all’uso di strumenti di valutazione sia alla collocazione delle formulazioni diagnostiche all’interno del ciclo di vita, è espressamente rivolto alla formulazione del caso e alla pianificazione dei trattamenti psicoterapeutici. Il PDM-2 si propone più come una “tassonomia di persone” che come una “tassonomia di disturbi” e come una guida per identificare i criteri per orientare il clinico al fine di comprendere la soggettività del singolo paziente, la sua psicopatologia ma anche le sue risorse per definire il percorso terapeutico.

L’obiettivo dell’Ateneo, dell’Ordine degli Psicologi della Valle d’Aosta e dell’AUSL Valle d’Aosta è quello di offrire ai professionisti del territorio un’opportunità di approfondimento e di riflessione sul concetto di diagnosi e di sistema diagnostico utile nella pratica clinica. Grazie all’intervento di due eminenti relatori, noti studiosi che offriranno il loro prezioso contributo in termini di competenza ed esperienza clinico-diagnostica ampiamente riconosciuta sia in ambito nazionale che internazionale, gli operatori potranno confrontarsi sul concetto di psicopatologia nel contesto della personalità del paziente nell’ambito della valutazione psicodiagnostica, considerando la specificità idiografica della formulazione del caso, la soggettività del sintomo e l’esperienza relazionale del clinico come elemento della valutazione. Ci si focalizzerà inoltre sulla necessità di individuare non solo gli elementi patologici di funzionamento dei soggetti ma anche e soprattutto le loro risorse, collocando la diagnosi lungo tutto il ciclo di vita”, spiega la dott.ssa Stefania Cristofanelli, ricercatrice di Psicologia dinamica dell’Università della Valle d’Aosta e referente scientifico del convegno.

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